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Da bambina mai e poi mai mia mamma mi avrebbe permesso di salire le scale di Piazza San Francesco (per i pistoiesi Piazza Mazzini)…quelle scale rappresentavano la porta per l’inferno…

In effetti il Parterre era in mano allo spaccio, o almeno così mi veniva detto!

E invece sabato mattina, grazie ad una bravissima guida pistoiese, Caterina, e al suo ‘Che bellezza Tour!’ ho superato le colonne d’Ercole, imposte da mia mamma, alla veneranda età di 35 anni e ho visitato il Pantheon.

La struttura è affascinante e racconta di una Pistoia poco conosciuta (o almeno a me)…storie di otto illustri concittadini di cui, solo se si ha una profonda conoscenza storica, che Caterina ha e tanta immaginazione si possono capire…e comunque resta un alone di mistero! Nessuna o pochissima storiografia, fonti scarsissime, necessità di appigliarsi ai dettagli hanno fatto sì che ci fossero dubbi sulle otto figure raccontate negli altrettanti fregi posti all’interno del Pantheon.

Facciata del Pantheon di Pistoia

Si pensa però con ragionevole certezza che siano raffigurati l’unica poetessa pistoiese ‘laureata’ Maria Maddalena Morelli, conosciuta dai più come Corilla Olimpica, la cui corona si trova nella Basilica della Madonna dell’Umiltà;  entrambi i Niccolò Forteguerri, sia il cardinale di metà ‘400 fondatore della Biblioteca Forteguerriana, che il sacerdote di fine ‘700 autore del ‘Ricciardetto’; Carlo Agostino Fabroni, cardinale, a cui dobbiamo il lascito di circa due mila quattrocento volumi e la creazione della Biblioteca Fabroniana; Giulio Rospigliosi ovvero Papa Clemente IX, unico papa pistoiese di metà ‘600, che purtroppo non ebbe modo di incidere più di tanto perchè è stato eletto al soglio pontificio nel ’67 e morto nel ’69.

L’edificio avrebbe chiaramente una grande necessità di ristrutturazione. Come dicevo prima solo con tanta immaginazione si può pensare alla bellezza che doveva essere un tempo, quando era in uso come caffè concerto dalla famiglia Valiani. Adesso è in gestione alla Banda Borgognoni che,con le proprie capacità e possibilità, tenta di tenerlo vivo, cercando finanziatori e in tutte le maniere di tornare ai fasti della prima metà del 1800, ma chiaramente è più facile a dirsi che a farsi.