Seleziona una pagina

Da alcune amiche sento parlare dell’ organizzazione di aperitivi in cima al Campanile di Pistoia…e che fai? Non prenoti subito? Chiaramente Si! Ecco, mi danno appuntamento per la visita guidata e partiamo in gruppo! Saliamo…io dopo i primi 35 metri, impietrita non muovo piede e tremo come una foglia dalla paura…le mie amiche allegre e felici si fanno selfie in quota.

Questa discreta figuraccia mi ha permesso però di scoprire la storia dell’ arrivo a Pistoia della reliquia di San Jacopo! Effettivamente il mese di luglio è il mese dei festeggiamenti del santo patrono della città, ma mai mi ero soffermata sul perché festeggiassimo questo santo invece di un altro.

Dobbiamo risalire alla metà del 1100 quando a Pistoia avevano un illuminatissimo e, diciamocelo pure avanti anni luce, vescovo. Atto ebbe la geniale idea che, per far riappacificare i poteri forti, quello comunale e quello ecclesiastico, dopo alcune scomuniche, ci fosse bisogno di far arrivare una reliquia da donare ai cittadini in segno di pace.

E così fece. Ranieri, un diacono pistoiese, mediò per lui con il Vescovo di Compostela tanto da ottenere, in teoria un ciuffo di capelli, in pratica un frammento osseo della testa. La reliquia arrivò a Pistoia e fu subito boom! Atto portò a termine una grande operazione di marketing: i pellegrini avevano una meta da visitare e insieme a loro arrivarono nuovi scambi commerciali per cui ne guadagnò anche il banco.

Atto divenne santo sotto Papa Clemente VIII nel 1605.